Archive for November, 2007

Fever

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Peggy Lee

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SPE SALVI TUTTI I FEDELI LAICI – EDIT

« SPE SALVI  facti sumus » – nella speranza siamo stati salvati, dice san Paolo ai Romani e anche a noi (Rm 8,24).

Così apre la  Lettera Enciclica del Sommo Pontefice BENEDETTO XVI, data a Roma, presso San Pietro, il 30 novembre, festa di Sant’Andrea Apostolo, dell’anno 2007, terzo di Pontificato.  

Di seguito un versione editata dalla sottoscritta per chi volesse inizare a riflettere sull’andatura (forzata?) del ragionamento speranza-fede-certezza assoluta-vita eterna. E magari sul tema dell’incarnazione.

« Speranza », di fatto, è una parola centrale della fede biblica – al punto che in diversi passi le parole « fede » e « speranza » sembrano interscambiabili.  Un’ attesa al presente che costituisce per noi una « prova » delle cose che ancora non si vedono.  Il presente viene toccato dalla realtà futura, e così le cose future si riversano in quelle presenti e le presenti in quelle future.

Questa nuova libertà, la consapevolezza della nuova « sostanza » che ci è stata donata, si è rivelata non solo nel martirio, in cui le persone si sono opposte allo strapotere dell’ideologia e dei suoi organi politici, e, mediante la loro morte, hanno rinnovato il mondo. Essa si è mostrata soprattutto nelle grandi rinunce.  

Hypomone si traduce normalmente con « pazienza » – perseveranza, costanza. Questo saper aspettare sopportando pazientemente le prove è necessario al credente per poter « ottenere le cose promesse » (cfr 10,36). Così la parola indica una speranza vissuta, una vita basata sulla certezza della speranza.

La trasformazione della fede-speranza nel tempo moderno

È la nuova correlazione di esperimento e metodo che mette l’uomo in grado di arrivare ad un’interpretazione della natura conforme alle sue leggi e di conseguire così finalmente « la vittoria dell’arte sulla natura » (victoria cursus artis super naturam).

La novità – secondo la visione di Bacone – sta in una nuova correlazione tra scienza e prassi. Per Bacone, infatti, è chiaro che le scoperte e le invenzioni appena avviate sono solo un inizio; che grazie alla sinergia di scienza e prassi seguiranno scoperte totalmente nuove, emergerà un mondo totalmente nuovo, il regno dell’uomo. Così egli ha presentato anche una visione delle invenzioni prevedibili – fino all’aereo e al sommergibile. Al contempo, due categorie entrano sempre più al centro dell’idea di progresso: ragione e libertà.

Il progresso è il superamento di tutte le dipendenze – è progresso verso la libertà perfetta. In ambedue i concetti – libertà e ragione – è presente un aspetto politico. Il regno della ragione, infatti, è atteso come la nuova condizione dell’umanità diventata totalmente libera. Nel 1795, nello scritto « Das Ende aller Dinge » (La fine di tutte le cose) appare un’immagine mutata. Ora Kant prende in considerazione la possibilità che, accanto alla fine naturale di tutte le cose, se ne verifichi anche una contro natura, perversa.

 Marx supponeva semplicemente che con l’espropriazione della classe dominante, con la caduta del potere politico e con la socializzazione dei mezzi di produzione si sarebbe realizzata la Nuova Gerusalemme. Allora, infatti, sarebbero state annullate tutte le contraddizioni, l’uomo e il mondo avrebbero visto finalmente chiaro in se stessi.

Così, dopo la rivoluzione riuscita, Lenin dovette accorgersi che negli scritti del maestro non si trovava nessuna indicazione sul come procedere. Sì, egli aveva parlato della fase intermedia della dittatura del proletariato come di una necessità che, però, in un secondo tempo da sé si sarebbe dimostrata caduca.

Questa « fase intermedia » la conosciamo benissimo e sappiamo anche come si sia poi sviluppata, non portando alla luce il mondo sano, ma lasciando dietro di sé una distruzione desolante. Marx ha dimenticato che l’uomo rimane sempre uomo. Ha dimenticato l’uomo e ha dimenticato la sua libertà. Ha dimenticato che la libertà rimane sempre libertà, anche per il male. Credeva che, una volta messa a posto l’economia, tutto sarebbe stato a posto. Il suo vero errore è il materialismo: l’uomo, infatti, non è solo il prodotto di condizioni economiche e non è possibile risanarlo solamente dall’esterno creando condizioni economiche favorevoli.

Chiediamoci ora di nuovo: che cosa possiamo sperare? E che cosa non possiamo sperare? Innanzitutto dobbiamo constatare che un progresso addizionabile è possibile solo in campo materiale. Qui, nella conoscenza crescente delle strutture della materia e in corrispondenza alle invenzioni sempre più avanzate, si dà chiaramente una continuità del progresso verso una padronanza sempre più grande della natura. Nell’ambito invece della consapevolezza etica e della decisione morale non c’è una simile possibilità di addizione per il semplice motivo che la libertà dell’uomo è sempre nuova e deve sempre nuovamente prendere le sue decisioni. Non sono mai semplicemente già prese per noi da altri – in tal caso, infatti, non saremmo più liberi. Non è la scienza che redime l’uomo. L’uomo viene redento mediante l’amore. Ciò vale già nell’ambito puramente intramondano. Quando uno nella sua vita fa l’esperienza di un grande amore, quello è un momento di « redenzione » che dà un senso nuovo alla sua vita. Ma ben presto egli si renderà anche conto che l’amore a lui donato non risolve, da solo, il problema della sua vita. È un amore che resta fragile. Può essere distrutto dalla morte. L’essere umano ha bisogno dell’amore incondizionato. Se esiste questo amore assoluto con la sua , allora – soltanto allora – l’uomo è « redento », qualunque cosa gli accada nel caso particolare.

Per Agostino ciò significò una vita totalmente nuova. Egli una volta descrisse così la sua quotidianità: « Correggere gli indisciplinati, confortare i pusillanimi, sostenere i deboli, confutare gli oppositori, guardarsi dai maligni, istruire gli ignoranti, stimolare i negligenti, frenare i litigiosi, moderare gli ambiziosi, incoraggiare gli sfiduciati, pacificare i contendenti, aiutare i bisognosi, liberare gli oppressi, mostrare approvazione ai buoni, tollerare i cattivi e [ahimè!] amare tutti » 

La parola latina con-solatio, consolazione, lo esprime in maniera molto bella suggerendo un essere-con nella solitudine, che allora non è più solitudine. L’amore non può affatto esistere senza questa rinuncia anche dolorosa a me stesso, altrimenti diventa puro egoismo e, con ciò, annulla se stesso come tale.

Le nostre esistenze sono in profonda comunione tra loro, mediante molteplici interazioni sono concatenate una con l’altra. Nessuno vive da solo. Nessuno pecca da solo. Nessuno viene salvato da solo. Continuamente entra nella mia vita quella degli altri: in ciò che penso, dico, faccio, opero. E viceversa, la mia vita entra in quella degli altri: nel male come nel bene. Così la mia intercessione per l’altro non è affatto una cosa a lui estranea, una cosa esterna, neppure dopo la morte.

Così si chiarisce ulteriormente un elemento importante del concetto di speranza. La nostra speranza è sempre essenzialmente anche speranza per gli altri; solo così essa è veramente speranza anche per me, una speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente: il presente, anche un presente faticoso, può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino.

(Maria è Madre dei Fedeli, fase intermedia e Guida della speranza).

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html 

1 comment November 30, 2007

Bronenosec Potëmkin

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Apprendista architetto e ingegnere a Pietroburgo, Sergej Michajlovic Ejzenštejn (Riga, 23 gennaio 1898 – Mosca, 11 febbraio 1948) fu testimone diretto nel 1917 della presa del Palazzo d'Inverno.

La corazzata Potëmkin (Bronenosec Potëmkin) del 1925, è stato votato "Il più bel film della storia" all'Esposizione Universale del 1958.Ejzenstin aveva ricavato una sua personale teoria estetica, basata sullo straniamento prodotto dalle attrazioni e sulla cristallizazione finale; il primo serviva da veicolo atto a creare la sensazione della terza dimensione e preparava il montaggio delle attrazioni costruito come un dramma in cinque atti che lo stesso S.M. Ejzenštejn titolò: 1) Uomini e vermi; 2) Dramma sul ponte; 3) Il sangue grida vendetta; 4) La scalinata di Odessa; 5) Il passaggio attraverso la squadra."Dubitare che il cinema stereoscopico abbia un futuro concreto è altrettanto ingenuo quanto dubitare che vi sara' un domani" S.E.

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Armata Putin

26 aprile 2007 : Putin aveva minacciato di ritirarsi dal Trattato sulle Forze Armate Convenzionali in Europa  (CFE) notificando l’annuncio tramite un memorandum inviato ai Paesi Bassi e rivolto alla NATO. 

Il CFE firmato a Parigi il 19 novembre del 1999 dai 22 paesi membri della NATO e dai paesi membri dell’ex-Patto di Varsavia stabilisce un accordo di sostanziale equilibrio fra armi convenzionali e armamenti tra paesi dell’est e paesi dell’ovest europeo, Consapevoli della necessità di prevenire qualsiasi conflitto militare in Europa

 MOSCA, 30 novembre (RIA Novosti) : il presidente Vladimir Putin ha firmato la legge di sospensione provvisoria di partecipazione della Russia alle forze convenzionali nel Trattato dell’Europa (CFE).

La Russia considera l’attuale trattato CFE come discriminatorio ed antiquato poiché non prende in considerazione eventi quali la dissoluzione del patto di Varsavia, con il ritiro delle truppe sovietiche di stanza nei paesi alleati nel 1989, la dissoluzione dell’Urss (1991) e la recente espansione della NATO.

La legge è stata approvata all’unanimità dal Parlamento russo ed entrerà in vigore alla mezzanotte del 12 dicembre.

 ”ora siamo aperti al dialogo … per trovare soluzioni possibili che potrebbero condurre alla ratifica immediata del Trattato  di Controllo delle Forze Armate Convenzionali in Europa,” ha detto il ministro russo.

Per il momento infranto un mutuo meccanismo di confidence-building e di trasparenza.

* Paesi della Nato: Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna, Stati Uniti, Turchia.

Paesi dell’ex Patto di Varsavia: Bulgaria, Repubblica Ceca, Polonia, Romania, Slovacchia, Ungheria. Stati dell’ex Unione Sovietica: Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Kazakistan, Moldova, Russia, Ucraina.

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Brit Eclectro Punk Romantic Pop: Foals, The Whip, Pendulum, Yeah Yeah Yeahs, The Libertines, The Shins

[kml_flashembed movie="http://www.youtube.com/v/8hhxthxhwk0" width="325" height="250" wmode="transparent" /]The Shins - Caring is Creepy (i miei preferiti)

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The Strokes - 12:51

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THE HORRORS - SHEENA IS A PARASITE

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FOALS, HUMMER [kml_flashembed movie="http://www.youtube.com/v/nfFnU0FUGno" width="325" height="250" wmode="transparent" /]

Pendulum

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The Libertines - Can't Stand Me Now

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ROBOTS IN DISGUISE - GIRL (music video by Dave the Chimp)

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Taxi Driver

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In attesa dell'incontro con il prefetto di Roma, Carlo Mosca, e l'assessore comunale alla Mobilità, Mauro Calamante, i tassisti della capitale proseguono nella loro protesta bloccando piazza Venezia con un centinaio di taxi. Devo dire che attraversare Piazza Venezia a piedi, senza rischiare di essere investita (da macchine o dai pedoni della domenica) è stato piacevole. Indimenticabile.

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Benigni su Rai 1 (Tutta colpa dell’Eresia Catara!)

Roberto Benigni legge Dante e porta il “sommo poema” nelle case degli italiani. Trasmette la poesia che, afferma Benigni servendosi anch’egli di una similitudine, è estensione della bellezza umana al pari dello strumento di lavoro, estensione del braccio. Nelle oltre due ore di spettacolo la lettura del quinto canto dell’Inferno è preceduta una minuziosa spiegazione: parola per parola, senza tregua, quasi in apnea.

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Benigni interpreta Dante e prova a capire e spiegarci cos’è l’amore. 

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende.

prese costui de la bella persona che mi fu tolta;

e ‘l modo ancor m’offende

Cos’è dunque la passione, cos’è l’amore? Accanto a Semiramis, Cleopatra e Didone,  Benigni cita Lady Diana: anch’essa testimonianza di come, dalla mitologia alla contemporaneità,  l’abbandonarsi  a “quell’amore che non consente a nessuno, che sia amato, di non riamare” porti, inevitabilmente alla morte fisica o alla perdizione spirituale.

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Se sbagliamo il rapporto col sesso e con l‘amore sbagliamo la nostra vita. Non siamo educati all’amore, o forse, male-educati.

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Denis de Rougemont nel suo testo capitale L’amore e l’occidente scrive: Tristano e Isotta non si amano…Ció ch’essi amano, è l’amore, è il fatto stesso d’amare. Ed agiscono come se avessero capito che tutto ciò che s’ oppone all’amore lo garantisce e lo consacra nel loro cuore, per esaltarlo all’infinito nell’istante dell’abbattimento dell’ostacolo, che è la morte.”

E ci avverte: la lirica cortese sarebbe derivata dall’eresia catara. Il grande modello dialettico occidentale dell’amore passione è il frutto di più eresie che hanno favorito la diffusione del pensiero dualistico dove il conflitto tra il bene e il male è inconciliabile. Anima e corpo. Luce ed ombra. Verità e menzogna. Che cos’è dunque l’amore per l’occidente? Un’avventura mistica dell’anima? Di certo un avventura romantica.

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Amore. L’avventura pindarica di una psiche che sogna di volare spronata dall’amore ideale. Dal greco Eros all’ultima soap opera televisiva assistiamo infatti allo stesso spettacolo più o meno tragico: la passione che vive di ostacoli. Eccitamenti e separazioni che sono il cibo di un amore perpetuamente insoddisfatto. La passione celata e l’eterna sete dell’anima. Per amore si soffre. Per amore si muore. Insomma : tutta colpa dell’eresia catara.

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Tum se hai dil ko pyaaaaar

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Come Together 3D (Video Clip)

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Lezioni di Rock al Teatro Studio di Roma. The Beatles * White Album

Fondazione Musica per Roma

Domenica  02/12/2007

Lezioni di Rock. Viaggio al centro della musica.

The Beatles  White Album

Teatro Studio, ore 11 

“ White Album Album Bianco è il disco senza titolo né immagine, un doppio lp che raccoglieva quello che i Beatles erano stati, quello che erano allora, quello che avrebbero voluto essere in seguito. Con tutti i limiti, i pregi, i sogni, le speranze, le ambiguità del caso. Era il 1968, nulla sarebbe stato più come prima, nemmeno i Beatles.” (a cura di Ernesto Assante e Gino Castaldo)

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White AlbumReleased Versions

First pressings (1968) - Mono AND Stereo versions

The standard Apple label.
The label DOES have "Sold in the U.K..." statement.
The sleeves are gatefold and are top opening, the front of which has an embossed "The Beatles", and a unique stamped serial number. Obviously the lower the stamped number the greater the value, so 0050,000 would be about ?100, whereas 0000010 could be worth ?5,000.
(My numbers, bought on the day of release in the county of Essex in England, are : Mono - 0609258, Stereo - 0387593)
The inner sleeves are black, and the album contains a free poster and four colour prints.

Second Pressings (1973) - Stereo version ONLY

As above, except, the sleeves are un-numbered, the gatefold openings are at the two opposite ends of the sleeves and the inner sleeves are white.

Third Pressings (1982) - Mono version ONLY

Once again, the sleeves are un-numbered, the gatefold openings are at the two opposite ends of the sleeves and the inner sleeves are white, the Apple is light green and the vinyl is lightweight.

The MONO version of the White Album was deleted 31st January 1986.

Fourth Pressings (1995) - Stereo version ONLY

Standard Apple label.
Gatefold sleeve, poster and four prints.
The gatefold sleeve has a printed statement which reads:
"This album has been Direct Metal Mastered From a Digitally Re-mastered Original Tape to give the best possible sound quality"
This release is (surprisingly) on a lightweight vinyl.

Thank you to : http://www.jpgr.co.uk/pcs7067.html

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