Archive for February, 2008
Ananda Shankar – Jumpin’ Jack Flash
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Ananda Shankar - Jumpin Jack Flash
Add comment February 29, 2008
Selected Vernissage: Shahryar Nashat alla GALLERIA SALES – Roma
Shahryar Nashat – Placed High for Dramatic Impact
Roma – dal 29 febbraio al 19 aprile 2008
GALLERIA SALES
Via Dei Querceti 4 (00184)
Add comment February 29, 2008
SANREMO 1987
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The Smiths - Ask - Sanremo 1987
Add comment February 29, 2008
Freaky Friday per la Fiera di Roma (Selected Galleries)
29 Febbraio 2008 dalle 21.30 alle 24.00
Una notte dedicata all’arte per tutti: oltre 60 gallerie e spazi diversi (LISTA COMPLETA), aperti per l’occasione dalle 21.30 alle 24.00, tra vernissage, cocktail, incontri con gli artisti.
Due linee di minibus collegano le gallerie dalle ore 21.30 alle ore 24.00:
FERMATE LINEA A: Via Vittoria Colonna, 1 –Corso Vittorio Emanuele II angolo Via dei Banchi Vecchi –Largo Teatro della Valle –Via delle Botteghe Oscure angolo Via dei Polacchi Via San Giovanni in Laterano angolo Via dei Querceti
FERMATE LINEA B: Piazza del Popolo angolo Via Ripetta –Via dei Pontefici angolo Piazza Augusto Imperatore –Via del Babuino angolo Via dei Greci
VERY PERSONAL SELECTION:
Adele C studio
Via G. G. Belli, 21 – 00193 Roma
Mostra/Exhibition: Zarina anno zero – Installazione di Marco Papa
Vernissage in galleria dalle ore 19.00
1/9 Unosunove arte contemporanea
Via degli Specchi, 20 – 00186 Roma Tel. 39 0697613696
Mostra: The Ties that Bind – Jamie Shovlin
Vernissage in galleria
A.A.M. Architettura Arte Moderna
Via dei Banchi Vecchi, 61 – 00186 Roma Tel. 39 0668307537
Mostra: Lo Sguardo di Ulisse – Grandi fotografi rileggono grandi architetture. Claudio Abate – Gabriele Basilico – Gianni Berengo Gardin – Luigi Ghirri – Guido Guidi – Francesco Zizola
Vernissage in galleria
CO2 Contemporary Art
Piazza di Spagna, 9 (cortile interno) – 00187 Roma Tel. 39 066789138
Mostra: Roma – Beijing a/r
Vernissage in galleria
Edicola Notte
Vicolo del Cinque, 23 – 00153 Roma Tel. 39 064463648
Orari: 20.00 – 03.00
Mostra: Biennale Di Venezia Tibetan Pavilion di Yang Jie Chang
Vernissage in galleria
Studio Stefania Miscetti
Via delle Mantellate, 14 – 00165 Roma Tel. 39 0668805880
Mostra: Valie Export video & performance screening 26 Feb – 19 Mar 2008
Galleria Valentina Moncada
Via Margutta, 54 – 00187 Roma Tel. 39 063207956
Mostra: Donato Amstutz “Public Privacy”
Vernissage in galleria
Galleria Cesare Manzo
Vicolo del Governo Vecchio, 8 – 00186 Roma Tel. 39 0697606054
Mostra: Boris Achour – Conatus: Timescape
Gagosian Gallery
Via Francesco Crispi, 16 – 00187 Roma Tel. 39 0642086498
Mostra: Three Notes from Salalah di Cy Twombly
Magazzino d’Arte Moderna
Via dei Prefetti, 17 – 00186 Roma Tel 39 066875951
Mostra: Big Ones – Large scale installations by gallery artists
Vernissage in galleria
Pio Monti Arte Contemporanea
Via dei Chiavari, 58 – 00186 Roma Tel. 39 066875457
Mostra : De Maria ed Emilio Prini- 17 Gen.- 1 Mar 2008
Galleria Traghetto
Via Reggio Emilia, 25-27 – 00198 Roma Tel. 39 0644291074
Mostra: Andrius Zakarauskas – It is possible the sunset of my revolution
Studio Trisorio
Vicolo delle Vacche, 12 (Piazza del Fico) – 00186 Roma Tel. 39 0668136189
Mostra: Lawrence Carroll & Steve Riedell – A conversation between friends…
Ermanno Tedeschi Gallery
Via del Portico d’Ottavia, 7 – 00186 Roma Tel. 39 0645551063
Mostra: personale di Menashe Kadishman
Emme Otto
Via Margutta, 8 – 00187 Roma Tel 39 063216540
Orari: Mar – Sab 10.30 – 13.00 / 16.30 – 20.00
Chiuso: Lun. e Dom.
Mostra: Pino Pascali Disegni per la pubblicità. Sino a fine Aprile
Vernissage in galleria
V.M.21 Arte Contemporanea
Via della Vetrina, 21- 00186 Roma Tel. 39 0668891365
Mostra: Cosmic Love – Goldiechiari
Istituto Polacco di Roma
Via V. Colonna, 1 – 00193 Roma Tel. 39 0636000723
Orari: 14.00 – 18.00
Chiuso: Sab. e Dom.
Altra Sede
Via dei Prefetti, 46 00186 Roma Tel. 39 0668805610
Orari: 16.00 – 19.00
Chiuso: Lun. e festivi
Mostra: Bunker D’Arte – La Collezione di Bunker Struki
Ingresso gratuito
Fondazione Volume!
Via S.Francesco di Sales, 86, 88 – 00165 Roma Tel 39 066892431
Mostra: “Segni e Forme” – Carla Accardi
Wine bar Camponeschi
Piazza Farnese, 50 Tel 39 066874927
Orari: Giov 28 Feb – Dom 2 Mar 2008 20.00 – 24.00
Mostra: Performance a cura di Umberto Scrocca – Electronic Art Cafè
MACRO FUTURE
Piazza Orazio Giustiniani, 4 00153 Roma Tel. 39 06671070400
Mostra/Exhibition: AES F “Il Paradiso Verde…”
A cura di: Olga Sviblova
Ingresso gratuito
Add comment February 29, 2008
Bonanza & Five Feet High and Rising
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Johnny Cash - Bonanza & Five Feet High and Rising
Add comment February 29, 2008
No country for old men (You can’t stop what’s coming)
West Texas 1980: paesaggi deserti e desolati, la voce fuori campo dello sceriffo Ed Tom Bell (Tommy Lee Jones) racconta di come i tempi stiano cambiando e diventando sempre più violenti; inizia così No country for old men tratto dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy.
Durante una battuta di caccia Llewelyn Moss (Josh Brolin), guidato da una scia di sangue, si imbatte in una scena all’ O.K. Corral in chiave moderna. Cadaveri abbandonati, un ingente quantitativo di eroina, una valigia piena di dollari: evidenti indizi di un traffico di droga andato storto.
Llewelyn Moss si impossessa del denaro innescando, da quel momento, una serie di violenti eventi a catena . Un filo rosso che inizia con la fuga disperata di Llewelyn, nel tentativo di sottrarsi al killer psicopatico Chigurh (Javier Bardem), che pur di recuperare il denaro, non risparmia la sua incontenibile violenza.
Javier Bardem, trasfigurato, costruisce egregiamente un personaggio folle, enigmatico, non privo di humor, che dispensa morte ovunque vada servendosi, tra l’altro, di una bombola ad aria compressa. Un killer che, occasionalmente, permette a qualcuno di decidere della propria sorte, o meglio, lascia sia il caso a decidere: con il lancio della moneta. E quel “You don’t have to do this” (Non sei obbligato a farlo) che le vittime continuano a ripetere ad un uomo il cui codice omicida impone diversamente.
Il film ha un cast superlativo. Suspense e azione sono straordinarie, grazie anche ad una colonna sonora minimalista, accompagnate dall’inconfondibile humor nero dei fratelli Cohen.
I ritmi spesso lenti, ricordano i maestri del western, ma qui non c’è spazio per i vecchi valori e il senso dell’onore. Violenza e assenza di logica come metafora della nuova umanità che popola il mondo. Così la pensa l’ormai disilluso sceriffo il cui sogno, narrato alla moglie sul finale del film, evocativo e inquietante, non può contrapporsi al nuovo che avanza: You can’t stop what’s coming
Un film di Ethan e Joel Coen. Con Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin, Woody Harrelson, Kelly MacDonald, Garret Dillahunt, Tess Harper. Genere Thriller, colore 122 minuti. – Produzione USA 2007. – Distribuzione Universal Pictures
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La fine del Festival ? (San Remo 2008, Net Art, Moment)
“Faremo una riflessione di marketing per definire il futuro di questo circo”. Così Fabrizio Del Noce – il direttore di RaiUno – spara ulteriormente sul corpo affaticato (per essere gentili) del Festival di San Remo. Un corpo dilaniato dalla pubblicità e dalla riprova che il pubblico, soggetto ad una stimolazione continua, frenetica, morbosa non possa reggere – fisicamente intendo – tempi lunghi, dilatati e frammentati come quelli del festival.
Se il Festival è un contenitore, la migliore soluzione è quella del Juke-Box. Ma la macchina umana per girare i dischi 2008 è un disastro. Per fare un esempio: è come se organizzassi una festa da ballo e interrompessi ogni disco sul più bello. E’ chiaro che la gente a stento sopporterebbe l’arrivo della torta. Certo resistono i cari amici. Giornalisti e Professionisti. Ma quelli che erano venuti per divertirsi? Figuriamoci quelli che per divertirsi devono anche pagare.
Sanremo 2008: tre minuti te li fa pagare con almeno dieci, tra balletti, minchiate, allusioni, battuttacce, rimandi. Farciti di crema e taffettà. Manco fosse un matrimonio.
Poi l’arredo. I fiori stile la domenicadelvillaggioglobalegiustoperlaChiesa. E le fantasie sessuali. Da perversi. Degli anni cinquanta. Una formula, quella delle vallettone bon ton, che oltre ad essere superata, è offensiva.
Da ricordare : il letto sul palco della prima serata. Intorno alle ore 10 se non mi sbaglio. E l’ultima cena di ieri sera. All’una di notte. Brutto, volgare. Indiscreto quotidiano. Cinque giorni di famiglia italiana? Ma quale? Chi si rispecchia in tale scenetta? Parlate. Cosa volete (far) vedere?
Giustamente (dal punto di vista della volgarità comunicativa diffusa) i giornali ravanano nel passato osé della bionda prima, e della mora, prima o poi. Dipende dal marketing in previsione.
La cosa migliore del Festival è Chiambretti che commenta i giornali. Un fenomeno nel fenomeno di massa non indifferente. Perché s’ingloba. Si nutre di sè stesso. Si confronta. Il dopofestival è anch’esso “variazione su tema”. Ma su questo si deve ritornare con calma. Da parte mia, sto seguendo il tutto, come si fa con un caso patologico. Per cui aspetto il finale per esplicitare la diagnosi. E la cura. O la morte termica. Della televisione però . Eventualmente.
Un notevole aspetto “parafestival” è invece quello condotto sul blog di assante. Dalla prima serata si commenta minuto per minuto. Una specie di bloggacronaca in diretta. Devo dire che ho partecipato con interesse, e promuovo, perché come esperimento è una novità. Un fenomeno spontaneo. Anche molto divertente, fin dall’inizio. Ma anche sull’esito comunicativo di questo “stiamo ancora a vedere”
Certo è che non ce la si fa più. Col festival di quest’anno. Ieri sera non ce la facevamo più neanche “noi”. Che eravamo uniti. E sostenuti dalla rete. Infatti la cosa migliore della serata (blog a parte) è stata :
1. la fine del festival
2. la pubblicità alla fine del festival: il Moment.
E stamattina me ne sono comprata una scatola. Per riflettere.
(to be continued)
Add comment February 29, 2008
Il Piacere di Gabriele D’Annunzio (Libro II, 1)
La convalescenza è una purificazione e un rinascimento. Non mai il senso della vita è soave come dopo l’angoscia del male; e non mai l’anima umana più inclina alla bontà e alla fede come dopo aver guardato negli abissi della morte. Comprende l’uomo, nel guarire, che il pensiero, il desiderio, la volontà, la conscienza della vita non sono la vita. Qualche cosa è in lui più vigile del pensiero, più continua del desiderio, più potente della volontà, più profonda anche della conscienza; ed è la sostanza, la natura dell’essere suo. Comprende egli che la sua vita reale è quella, dirò così, non vissuta da lui; è il complesso delle sensazioni involontarie, spontanee, incoscienti, istintive; è l’attività armoniosa e misteriosa della vegetazione animale; è l’impercettibile sviluppo di tutte le metamorfosi e di tutte le rinnovellazioni. Quella vita appunto in lui compie i miracoli della convalescenza: richiude le piaghe, ripara le perdite, riallaccia le trame infrante, rammenda i tessuti lacerati, ristaura i congegni degli organi, rinfonde nelle vene la ricchezza del sangue, riannoda su gli occhi la benda dell’amore, rintreccia d’intorno al capo la corona de’ sogni, riaccende nel cuore la fiamma della speranza, riapre le ali alle chimere della fantasia.
Tratto da: Il Piacere di Gabriele D’Annunzio,
edizione a cura di Giansiro Ferrata.
Oscar Mondadori, narrativa n. 179.
Mondadori SIAE n. 17374, Giugno 1989
Add comment February 28, 2008
Lo SVA (Savoia-Verduzio-Ansaldo) delle imprese di Gabriele D’annunzio
Gabriele D’Annunzio ” partendo verso il calar della sera con una formazione di 15 velivoli Caproni da bombardamento, col buio e senza strumenti di navigazione, attraversò l’Adriatico e raggiunse le coste della Dalmazia, dove bombardò la flotta austriaca con piccole bombe da caduta”. Era il 1917.
tratto da : La Storia del 36° Stormo
Add comment February 28, 2008



Postato Mercoledì, 27 Febbraio 2008 alle 08:28 da roberto
(Si re-pubblica qui un commento di Roberto)
Scusate se mi permetto di scrivere ancora a proposito di jazz. Questa volta era per dire quanto uno puo’ essere suggestionato dal nome di un personaggio e da vari commenti compiacenti sullo stesso.
Nel 1990 , Verona primeggiava nel panorama mondiale del jazz ( era il miglior festival jazz dopo Umbria jazz estivo, adesso è l’ultimo).
L’anno scorso ho avuto la fortuna di assistere ad un unica grandissima Jam che era sconosciuta e per di più gratuita Von Schippenbach quintet, addirittura strepitoso (e visto in un locale in cui si pagava 5 €) formato da Joe Lovano, Bill Frisell e Paul Motian.
Dopo 10 minuti di incertezza – perché sentire sax t. , chitarra acustica e drums assieme era un po’ strano – sono caduto in trance: il suono formava delle volute nel mio stomaco facendomi sentire nel piu’ completo benessere; i tre strumenti erano diventati uno solo e questo è ciò che la musica ti deve trasmettere affinché si possa chiamare tale.
Poche volte mi è capitato di essere travolto in cotal maniera , cito : A . E . of Chicago, A. Braxton-M. Roach, H Treagdhill con m.r. Abrahms, A marciac O. Peterson, Galliano-P. O’riveira , e tanti altri.
Mi sono dilungato. Tornando all’argomento principale , la suggestione , nel 1993 sono andato per vedere Joe Lovano che allora era ai vertici della popolarità tanto da permettersi di entrare nel tempio dell’avanguardia di allora ( il teatro romano) con un sestetto, e se non ricordo male, aveva inserito una vocalist. Sapete chi era? Nientemeno che la moglie.
Io ho ascoltato il primo brano, a malapena il secondo, poi mi sono alzato e me ne sono andato disgustato . Stessa cosa con Carla Blay. Lei con gli uomini che ha sposato potrebbe mettere su una big band. Io però l’avevo vista su alcuni video e mi era piaciuto il modo di impostare i brani , il sound, anche se il tutto era condito da supermen a livello strumentale.
Mi era talmente piaciuta che l’avevo paragonata nella mia testa all’altro grande direttore, ossia George Russel ( ho visto anche lui seppure in tarda età e non mi e’ dispiaciuto).
Ebbene dopo l’ingresso di Carla vestita di 5000 € e la partenza di alcune note insopportabili – lei come pianista è come A. Coltrane , pace all’anima sua - mi sono alzato e e sono andato a prendermi una birra, poi ho completato la serata vendendo cd Red records assieme a Sergio Veschi. Scusate la lungaggine ma volevo spiegare il concetto di suggestione; alcuni ci riescono in poche righe, io che ho 62 anni e forse un po’ rimbambito, ho fatto uno stufato. W il jazz
Postato Mercoledì, 27 Febbraio 2008 alle 08:28 da roberto | Modifica
Add comment February 29, 2008