Posts filed under 'Attivismo'

Bush Apocolypse Video (Revelation 1: 1-3)

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Blessed is he that readeth, and they that hear the words of this prophecy, and keep those things which are written therein: for the time is at hand.

Add comment May 11, 2008

Elezioni Politiche 2008: contro il bipolarismo, breve nota per lettori e genitori (???????????????)

Ieri un mio amico mi ha detto: “ma chi te lo fa fare”. A leggere tutti i programmi politici, per fare lo specchietto finale del mondo politico visto con occhi di donna, verso la quarantina, povera e – dal punto di vista della retribuzione monetaria – disoccupata.

Così ne approffitto per fare delle piccole note, tanto per chiarire dubbi e perplessità in generale. Innanzitutto vorrei introdurre il principio della responsabilità. Poi quello di global governance. Anzi no, Non ancora. Perché non vorrei mai essere accusata di bipolarismo.

Invece una premessa emotiva per i gentili lettori e lettrici. Mi rendo conto che può risultare fastidioso, quasi antipatico leggere le mie considerazioni del mondo. Anche perché le scienze dello spirito non sono scienze certe come ad esempio le scienze delle olimpiadi, più o meno scientifiche. Dove se io partecipassi alla risoluzione di un problema matematico, oppure ai 100 metri e corressi velocissima al punto d’infrangere ogni record sareste tutti e tutte contenti. Anzi tutti insieme esulteremo per la vittoria.

Non c’è cronometro che tenga o strumento di valutazione. La certezza che guida certe considerazioni è relativa. Ma non assolutamente relativa. Voglio dire che il linguaggio non è soggettivo. Le parole non sono “mie”. Proprio in virtù di un principio che si chiama responsabilità. Un obbligo materiale. Intersoggettivo.

Federico Fellini ha descritto questa situazione esistenziale come un “essere a disposizione”. Una descrizione addirittura visionaria e poetica di quello che dovrebbe essere il principio materiale della nostra esistenza. Le “nostre risorse” a disposizione. Figuriamoci quando si ricopre gratuitamente un ruolo esplicito dal punto di vista politico.  Politica della dissipazione.

Spero che adesso siate più benevoli con la mia lettura e futura sintesi dei programmi. Che vi consiglio. Per il momento mi verrebbe da dire che il migliore programma a livello di scrittura e chiarezza, senza riduzioni di complessità, sia quello della Sinistra Arcobaleno. Provvisto di sintesi. Mentre consiglierei al Partito Socialista di pagare un correttore di bozze.

Non vedo l’ora di leggere quello della signora Santaché, che ha comunque il merito di aver detto una grande verità (donne, non votate il cavaliere..). Però poi “la cavaliera” usa toni da sacro romano impero. E la legge vale per tutti e tutte.

Invece leggevo sul sito di PFC che l’UDC rivendica con orgoglio “la sua natura di partito laico di ispirazione cristiana che fa riferimento alla dottrina sociale della Chiesa  e informa la sua azione ai principi del bene comune, della solidarietà e della sussidiarietà, applicati alla moderna società. In quest’ottica rivendica con forza il:
 

 Rispetto della libertà di educazione dei genitori”

(?????????????????????????????????????)

Add comment April 3, 2008

27 Gennaio : Il Valore della Memoria (Multimedialità e Shoah)

Shoah: In ebraico significa “annientamento”; indica lo sterminio di oltre sei milioni di ebrei da parte dei nazisti. Si è preferito questo termine a “olocausto” per eliminare qualunque idea di sacrificio religioso insita in quest’ultimo.

Prof. Amos Luzzatto : La memoria della memoria, questa espressione sembrerebbe una “battuta” assurda o uno slogan pubblicitario. E sarebbe davvero tale, se la memoria consistesse nell’apertura di un nostro archivio segreto (individuale o collettivo, poco importa) per riportarne alla luce informazioni preziose che la trascuratezza o, peggio, la volontà di dimenticare, avrebbero tentato di occultare.
Ma non è necessariamente così. La memoria è un possente strumento per capire e per rispondere alle sollecitazioni del presente. La guerra nei Balcani, il Medio Oriente in fiamme, il minacciato “scontro di civiltà” dimostrano che l’odio fra le genti e le stragi degli innocenti non sono una pura e semplice eredità di un passato sogno di incubi; e allora, alle nostre menti si affaccia la domanda angosciata: ma sarà sempre così, anzi, sempre più così?
La risposta implicita che abbiamo dato a questa domanda fino a questo momento era di concludere che la Shoah fosse stata a tal punto mostruosa da risultare incomprensibile con i comuni strumenti della mente umana, che fosse stata, in una parola, “follia”, sia pure follia criminale: follia degli uomini, follia di un intero popolo, follia di Hitler. E, come tale, almeno per coloro che credono nella razionalità di fondo dello spirito umano, irripetibile. Tanto da giustificare l’autentico giuramento con il quale si concludevano tutte le nostre manifestazioni: “Mai più”.
Sentiamo però che questo modo di affrontare la memoria non è più sufficiente.
Perché la nostra premessa non è scevra da critiche; la memoria non è, infatti, un supporto magnetico cui attingere dati ma è una funzione attiva della nostra mente, che sa in partenza a quale tipo di dati rivolgere la propria attenzione e quali, invece, trascurare; che sa in partenza quali sono i problemi che deve affrontare e, spesso, ha già formulato, se non proprio un giudizio definitivo, almeno delle ipotesi di risposta; e cerca “nella memorie” quei dati che possono confermare o respingere il giudizio stesso.
Possiamo dunque indicare dei cosiddetti “valori” che sono in realtà giudizi dei quali siamo già forniti a priori e che orientano il nostro modo di scavare in profondità nella memoria? Certamente, sì.
Il primo dei nostri valori si chiama civiltà ed esso significa il procedere del consorzio umano dalla legge del trionfo del più forte a quella del supporto per i più deboli, dalla soppressione del rivale o di quello che si ritiene possa soltanto chiedere alla società senza nulla dare, al principio della solidarietà.
Il secondo valore significa valorizzare la varietà umana, la ricchezza delle “altre” culture, delle altre lingue, delle altre Fedi. Esso significa la libera circolazione delle idee, senza opporvi ostacoli, neppure economici.
Il terzo valore, infine, indica il dialogo, il confronto, la trattativa, come unici strumenti che possono risolvere i contenziosi umani, proibendo, come reato, qualsiasi ricorso alla violenza.
“Memoria” significa allora scavare nel passato in modo selettivo, per cercarvi non tanto le gesta degli eroi sui campi di battaglia quanto gli esempi di solidarietà e di cooperazione; esempi forse rimasti nell’ombra ma non per questo meno rilevanti, forse al contrario. E’ questa infine quella Memoria che può diventare uno strumento di fiducia nel domani. E’ questa che ci accingiamo a celebrare.

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http://www.ucei.it/giornodellamemoria. È il sito dedicato al Giorno della Memoria dall’Unione delle comunità ebraiche italiane; nato subito dopo l’istituzione del Giorno della Memoria e cresciuto nel corso degli anni, il sito è – tra quelli specifici sulla Shoah – tra i più visitati in Italia. La sezione «Calendario delle iniziative» permette di seguire le manifestazioni che si tengono in ciascuna città. Contiene una sezione di didattica con alcuni spunti che possono essere utili all’insegnante per preparare una lezione. Segue da vicino il concorso per le scuole che ogni anno è bandito dal ministero dell’Istruzione in collaborazione con l’Unione delle comunità ebraiche italiane. Il sito presenta una sezione contenente alcuni approfondimenti su temi specifici (Anna Frank, Varsavia, Terezin ecc.), documenti e fonti storiche, riflessioni, testimonianze, una bibliografia, una filmografia divisa per fasce di età, un glossario e molto altro ancora.

http://www.cdec.it. Sito della fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano; si possono trovare diversi materiali di carattere didattico, schede bibliografiche, una cronologia di Auschwitz (scaricabile in formato pdf), le statistiche degli ebrei italiani vittime della Shoah, informazioni e notizie sulle attività del centro.

http://www.istruzione.it/shoah. Pagine dedicate alla Shoah nel sito del ministero della Pubblica istruzione. Contiene informazioni su quanto succede nel mondo della scuola sull’argomento. È possibile scaricare dal sito materiale didattico. All’interno sono ospitati anche diversi lavori realizzati dai ragazzi nelle scuole.

http://www.deportati.it. È il sito dell’Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti (Aned). Nel sito sono ospitati diversi testi scaricabili, un interessante dizionario, approfondimenti sui campi di concentramento e di sterminio, oltre che filmografia e bibliografia.
In una sezione dedicata alla didattica si tenta di dare una risposta al problema di come trasmettere l’insegnamento della Shoah a ragazzi bombardati ogni giorno da notizie di guerre, di ingiustizie, di orrendi attentati, con un confronto aperto con gli insegnanti di ogni ordine di scuola.

http://www.olokaustos.org. Diviso in livelli, contiene anche cinque indici: quello biografico, quello geografico, i grandi argomenti, la resistenza ebraica e la documentazione. Contiene anche diversi saggi. In questo sito per scelta dei curatori gli effetti grafici sono ridotti al minimo, per rendere più facile la navigazione e più fruibili i contenuti. in inglese

http://www.yadvashem.org/. È il sito ufficiale del centro di Yad Vashem a Gerusalemme. Ricchissimo di informazioni e contenuti, è una vera miniera per chi si occupa di Shoah. All’interno un data base delle vittime della Shoah, una sezione dedicata alla didattica (con una piccola sottosezione anche in italiano

http://www1.yadvashem.org/education/italian/homepage.htm.
Conferenze in modalità podcast, documenti, saggi, diari, mappe, informazioni sulle attività del centro e molto altro.

http://www.ushmm.org. È il sito ufficiale del prestigioso Museo spunti, è possibile trovare diverse sezioni: storica, didattica, di ricerca, di approfondimenti sull’antisemitismo, videoclip ecc. in francese e inglese

http://www.memorialdelashoah.org/. Sito del Museo e centro di documentazione contemporanea francese. Molto ricco di materiali; contiene, tra l’altro, una enciclopedia multimediale della Shoah, sezioni dedicate alla didattica, testimonianze.

Add comment January 25, 2008

He got game (Public Enemy)

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He got game (Public Enemy)

Nella primavera del 1998 i Public Enemy realizzano la colonna sonora del film He Got Game di Spike Lee, che viene considerata un vero e proprio album riscuotendo un ottimo successo. Chuck D si rivolge quindi alla Def Jam per un progetto di diffusione on-line della musica dei PE, per uno sviluppo rapido. Ma l'etichetta, spaventata dalla pirateria informatica, rifiuta inducendo Chuck D a rivolgersi ad una etichetta indipendente, la Atomic Pop.

Nella nuova compagnia i Public Enemy ritrovano Al Teller, fondatore della Atomic, che lavorò col gruppo nel 1987, ai tempi del debutto discografico di Yo! Bum Rush The Show, in qualità di capo dell'Mca Music Entertainment Group e presidente della Cbs. Definito da Chuck D come "un ribelle dell'industria discografica a livello dirigenziale", Teller ha ricambiato la stima indicando nel leader dei Public Enemy "un visionario della musica che ora proverà a essere un visionario del music business". "Egli comprende" ha detto ancora Teller "il profondo impatto che la tecnologia di Internet avrà sul futuro del commercio musicale portando le canzoni degli artisti direttamente ai loro fan e quanto risulterà accresciuta la forza dei creativi alla fine di questo processo. Il nostro rapporto coi Public Enemy servirà come esempio delle alternative che si stanno rapidamente offrendo agli artisti di ogni genere e livello". http://www.repubblica.it/online/musica/virtual/virtual/virtual.html

Sul futuro del commercio musicale ieri è intanto uscito Un bilancio 2007 di Ernesto Assante.

Add comment January 4, 2008

Benazir Bhutto è morta

 Con grande sgomento registriamo la morte della leader Benazir Bhutto che ha perso la vita in un attacco suicida avvenuto oggi durante un suo comizio a Rawalpindi. L’assassinio è stato rivendicato da Al Qaeda: ”Ordine di Al Zawahiri”. Il kamikaze prima di farsi saltare in aria avrebbe colpito l’ex premier alla testa con un colpo di arma da fuoco

Add comment December 27, 2007

L’asta dell’amore: Global Challenges | Project RED Art Auction

Per tutti gli amanti dell’arte e non solo si diffonde sulla rete Project RED Art Auction, il progetto d’asta d’arte rossa: un’iniziativa promossa dall’artista inglese Damien Hirst insieme all’irlandese Bono Vox degli U2.

Un contagio metaforico delle due star  per una cinestesia  globale di suoni e colori, che ha coinvolto altri esponenti dell’arte contemporanea mondiale - Anish Kapoor, Matthew Barney, Georg Baselitz, Jeff Koons, Jasper Johns, Douglas Gordon, Andreas Gursky, Marc Quinn e Antony Gormley – tutti insieme per combattere l’Hiv.

Gli artisti hanno donato più di 100 lavori, con referenza al colore rosso, che saranno messe in vendita come opere di beneficenza il 14 febbraio 2008, giorno di San Valentino.  

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Il ricavato, stimato intorno ai 30 milioni di euro, sarà infatti devoluto interamente al Global Fund delle Nazioni Unite per sostenere programmi di prevezione di AIDS, di tubercolosi e di malaria.

AMORE A PRIMA VISTA! La  galleria Gagosian ha messo a disposizione la sede di New York per la visione delle opere dal 4 febbraio al 13 febbraio. Sarà la prestigiosa casa d’aste Sotheby’s di New York a battere le opere; “con un piccolo sforzo da parte di ogni artista, possiamo realmente preservare molte vite,” commenta Hirst. Bono ha denominato l’asta un “momento reale nella storia dell’arte”.

 Damien Hirst partecipa con sette lavori realizzati appositamente per l’asta dell’amore per un valore di 6 milioni di euro. Tra cui un bel cuore rosso decorato con le sue farfalle colorate, dal titolo: All You Need is Love (Tutto ciò di cui hai bisogno è amore) ed uno dei suoi armadietti pieno di pillole dal titolo emblematico Where There’s a Will, There’s a Way (Volere è potere). 

via http://www.iht.com/articles/ap/2007/12/05/arts/NA-A-E-ART-US-Red-Auction.php

Add comment December 14, 2007

Scratch AIDS Away. Giornata mondiale per la lotta all’AIDS

 Gratta via l’Aids con la musica e la prevenzione. È questo il messaggio di “Scratch AIDS Away”, il grande evento promosso dal Ministero della Salute in occasione della Giornata mondiale Aids, dalle ore 16 alle 24 al PalaLottomatica di Roma (ingresso gratuito dalle ore 16).

“Quella contro l’Aids è più di una battaglia di salute. E’ una battaglia per la dignità della persona e per una vera giustizia sociale”. Lo ha detto il Ministro della Salute Livia Turco, presentando la nuova Campagna di comunicazione e le altre azioni del ministero per la prevenzione dell’infezione, la solidarietà internazionale, il miglioramento dell’assistenza, la lotta allo stigma e lo sviluppo della ricerca alla vigilia della Giornata mondiale dell’Aids che si celebra il 1° dicembre in tutto il mondo. 

“l’Aids una malattia soprattutto cronica nei Paesi dell’Occidente ricco e sviluppato, a fronte di un Aids che uccide ed estirpa intere generazioni anno dopo anno in tante realtà povere del Mondo. Ma l’emergenza dell’epidemia nei paesi poveri coincide con un progressivo, veloce disinteresse dei paesi ricchi: non si parla quasi più di Aids e il risultato di questa progressiva disattenzione è purtroppo quello di una preoccupante escalation del contagio che in Italia comporta ogni anno tra i 3.500 e i 4.000 nuovi casi di Hiv”.

Un altro obiettivo fondamentale è quello di sottolineare l’importanza dell’uso del preservativoquale strumento di prevenzione dell’Aids e per le altre malattie sessualmente trasmissibili che ogni anno colpiscono in Italia quasi mezzo milione di cittadini”. A questo rispondono le campagne informative del 2007 e per il 2008, basate “sull’importanza di una forte assunzione di corresponsabilità nei rapporti sessuali”, che si riflette nello slogan “nell’amore non rischiare” dello spot per la televisione firmato da Francesca Archibugi, con Ambra Angiolini testimonial, che il Ministro ha ringraziato per il loro sostegno e il loro straordinario contributo.

Il Profilattico, più noto come preservativo, è ancora il mezzo fondamentale per la protezione dalle malattie a trasmissione sessuale.
 
Consiste in una membrana in lattice che riproduce la forma del pene sul quale va inserito prima di cominciare la penetrazione. Va conservato lontano da fonti di calore, e bisogna prestare attenzione a non lacerarlo con unghie ed anelli.

Il preservativo va inserito prima di cominciare il rapporto appoggiandolo sulla punta del pene per il verso giusto, cioè quello che ne permette lo srotolamento lungo l’asta. Se non si srotola è stato messo dalla parte sbagliata, buttare il preservativo, prenderne uno nuovo e ricominciare.

Usare solo profilattici con serbatoio. E’ necessario estrarre il pene immediatamente dopo l’eiaculazione stando bene attenti a portare con se il preservativo, in quanto la naturale detumescenza del pene (riduzione di volume) può comportare la perdita del profilattico all’interno, con conseguente spargimento del liquido seminale appena emesso.

Un altro fattore di rischio è la possibile rottura del preservativo; per evitarlo è consigliabile iniziare il rapporto attendendo una corretta lubrificazione. Se si desidera una sicurezza al 100% sarà necessario estrarre pene e preservativo ancor prima dell’eiaculazione.

I preservativi si gettano nei contenitori per rifiuti solidi: i sistemi di smaltimento dei liquidi non distruggono il lattice e i profilatici arrivano indisturbati sulle nostre coste.
 

Add comment December 1, 2007

SPE SALVI TUTTI I FEDELI LAICI – EDIT

« SPE SALVI  facti sumus » – nella speranza siamo stati salvati, dice san Paolo ai Romani e anche a noi (Rm 8,24).

Così apre la  Lettera Enciclica del Sommo Pontefice BENEDETTO XVI, data a Roma, presso San Pietro, il 30 novembre, festa di Sant’Andrea Apostolo, dell’anno 2007, terzo di Pontificato.  

Di seguito un versione editata dalla sottoscritta per chi volesse inizare a riflettere sull’andatura (forzata?) del ragionamento speranza-fede-certezza assoluta-vita eterna. E magari sul tema dell’incarnazione.

« Speranza », di fatto, è una parola centrale della fede biblica – al punto che in diversi passi le parole « fede » e « speranza » sembrano interscambiabili.  Un’ attesa al presente che costituisce per noi una « prova » delle cose che ancora non si vedono.  Il presente viene toccato dalla realtà futura, e così le cose future si riversano in quelle presenti e le presenti in quelle future.

Questa nuova libertà, la consapevolezza della nuova « sostanza » che ci è stata donata, si è rivelata non solo nel martirio, in cui le persone si sono opposte allo strapotere dell’ideologia e dei suoi organi politici, e, mediante la loro morte, hanno rinnovato il mondo. Essa si è mostrata soprattutto nelle grandi rinunce.  

Hypomone si traduce normalmente con « pazienza » – perseveranza, costanza. Questo saper aspettare sopportando pazientemente le prove è necessario al credente per poter « ottenere le cose promesse » (cfr 10,36). Così la parola indica una speranza vissuta, una vita basata sulla certezza della speranza.

La trasformazione della fede-speranza nel tempo moderno

È la nuova correlazione di esperimento e metodo che mette l’uomo in grado di arrivare ad un’interpretazione della natura conforme alle sue leggi e di conseguire così finalmente « la vittoria dell’arte sulla natura » (victoria cursus artis super naturam).

La novità – secondo la visione di Bacone – sta in una nuova correlazione tra scienza e prassi. Per Bacone, infatti, è chiaro che le scoperte e le invenzioni appena avviate sono solo un inizio; che grazie alla sinergia di scienza e prassi seguiranno scoperte totalmente nuove, emergerà un mondo totalmente nuovo, il regno dell’uomo. Così egli ha presentato anche una visione delle invenzioni prevedibili – fino all’aereo e al sommergibile. Al contempo, due categorie entrano sempre più al centro dell’idea di progresso: ragione e libertà.

Il progresso è il superamento di tutte le dipendenze – è progresso verso la libertà perfetta. In ambedue i concetti – libertà e ragione – è presente un aspetto politico. Il regno della ragione, infatti, è atteso come la nuova condizione dell’umanità diventata totalmente libera. Nel 1795, nello scritto « Das Ende aller Dinge » (La fine di tutte le cose) appare un’immagine mutata. Ora Kant prende in considerazione la possibilità che, accanto alla fine naturale di tutte le cose, se ne verifichi anche una contro natura, perversa.

 Marx supponeva semplicemente che con l’espropriazione della classe dominante, con la caduta del potere politico e con la socializzazione dei mezzi di produzione si sarebbe realizzata la Nuova Gerusalemme. Allora, infatti, sarebbero state annullate tutte le contraddizioni, l’uomo e il mondo avrebbero visto finalmente chiaro in se stessi.

Così, dopo la rivoluzione riuscita, Lenin dovette accorgersi che negli scritti del maestro non si trovava nessuna indicazione sul come procedere. Sì, egli aveva parlato della fase intermedia della dittatura del proletariato come di una necessità che, però, in un secondo tempo da sé si sarebbe dimostrata caduca.

Questa « fase intermedia » la conosciamo benissimo e sappiamo anche come si sia poi sviluppata, non portando alla luce il mondo sano, ma lasciando dietro di sé una distruzione desolante. Marx ha dimenticato che l’uomo rimane sempre uomo. Ha dimenticato l’uomo e ha dimenticato la sua libertà. Ha dimenticato che la libertà rimane sempre libertà, anche per il male. Credeva che, una volta messa a posto l’economia, tutto sarebbe stato a posto. Il suo vero errore è il materialismo: l’uomo, infatti, non è solo il prodotto di condizioni economiche e non è possibile risanarlo solamente dall’esterno creando condizioni economiche favorevoli.

Chiediamoci ora di nuovo: che cosa possiamo sperare? E che cosa non possiamo sperare? Innanzitutto dobbiamo constatare che un progresso addizionabile è possibile solo in campo materiale. Qui, nella conoscenza crescente delle strutture della materia e in corrispondenza alle invenzioni sempre più avanzate, si dà chiaramente una continuità del progresso verso una padronanza sempre più grande della natura. Nell’ambito invece della consapevolezza etica e della decisione morale non c’è una simile possibilità di addizione per il semplice motivo che la libertà dell’uomo è sempre nuova e deve sempre nuovamente prendere le sue decisioni. Non sono mai semplicemente già prese per noi da altri – in tal caso, infatti, non saremmo più liberi. Non è la scienza che redime l’uomo. L’uomo viene redento mediante l’amore. Ciò vale già nell’ambito puramente intramondano. Quando uno nella sua vita fa l’esperienza di un grande amore, quello è un momento di « redenzione » che dà un senso nuovo alla sua vita. Ma ben presto egli si renderà anche conto che l’amore a lui donato non risolve, da solo, il problema della sua vita. È un amore che resta fragile. Può essere distrutto dalla morte. L’essere umano ha bisogno dell’amore incondizionato. Se esiste questo amore assoluto con la sua , allora – soltanto allora – l’uomo è « redento », qualunque cosa gli accada nel caso particolare.

Per Agostino ciò significò una vita totalmente nuova. Egli una volta descrisse così la sua quotidianità: « Correggere gli indisciplinati, confortare i pusillanimi, sostenere i deboli, confutare gli oppositori, guardarsi dai maligni, istruire gli ignoranti, stimolare i negligenti, frenare i litigiosi, moderare gli ambiziosi, incoraggiare gli sfiduciati, pacificare i contendenti, aiutare i bisognosi, liberare gli oppressi, mostrare approvazione ai buoni, tollerare i cattivi e [ahimè!] amare tutti » 

La parola latina con-solatio, consolazione, lo esprime in maniera molto bella suggerendo un essere-con nella solitudine, che allora non è più solitudine. L’amore non può affatto esistere senza questa rinuncia anche dolorosa a me stesso, altrimenti diventa puro egoismo e, con ciò, annulla se stesso come tale.

Le nostre esistenze sono in profonda comunione tra loro, mediante molteplici interazioni sono concatenate una con l’altra. Nessuno vive da solo. Nessuno pecca da solo. Nessuno viene salvato da solo. Continuamente entra nella mia vita quella degli altri: in ciò che penso, dico, faccio, opero. E viceversa, la mia vita entra in quella degli altri: nel male come nel bene. Così la mia intercessione per l’altro non è affatto una cosa a lui estranea, una cosa esterna, neppure dopo la morte.

Così si chiarisce ulteriormente un elemento importante del concetto di speranza. La nostra speranza è sempre essenzialmente anche speranza per gli altri; solo così essa è veramente speranza anche per me, una speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente: il presente, anche un presente faticoso, può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino.

(Maria è Madre dei Fedeli, fase intermedia e Guida della speranza).

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html 

1 comment November 30, 2007

“L’assassino non bussa, ha le chiavi di casa”

 

E difficile che una cavità incrinata produca un buon suono, proprio come una campana difettosa. E il dolore non si trasformi in rabbia. Soprattutto quando la parola spezza il silenzio di piccoli e grandi soprusi consumati nel quotidiano.

Hanno ragione le donne che hanno organizzato la manifestazione. Basta con il presenzialismo violento. Il collo di visone. Donna quando e come ci pare e piace. La pluralità è la condizione preliminare di ogni vita politica ma in modo tale che nessuno è mai identico ad alcun altro che visse, vive o vivrà (Arendt, Vita activa). Certo, è complicato.

La manifestazione di sabato è stata politica. Profonda. Non chiaccherata mediatica, intrattenimento, manovra.

Intollerabile che della sicurezza si faccia un pacchetto e della donna un fascio di generici problemi sull’onda della violenta morte di Giovanna Reggiani. Si tratta infatti di capire cosa significa violenza sulle donne. A partire da quella verbale.

La manifestazione di sabato è stata: prima azione positiva. In termini politici, of course.

La direzione del Tg LA7 esterna su vari quotidiani: Durante la marcia, le nostre telecamere hanno dato voce alle diverse anime del movimento e alle loro rivendicazioni. In nome di una sacrosanta mobilitazione contro la violenza sulle donne, si sono allontanate donne -di destra o di sinistra, che hanno minato la sicurezza. Cacciate Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna. (neretti ndr)

Non mi scandalizzo affatto. Forse sarebbe il caso di fare una disanima politica, di rileggersi la normativa europea, di applicare l’articolo 51 della Costituzione Italiana. Ma le femministe non hanno tempo da perdere. Le allontanano.  

Dacia Maraini: “Grande partecipazione, sbagliato escludere chiunque”. Certo. La selezione è stata precisa.

In piazza Navona contestate anche i ministri Turco, Pollastrini e Melandri. Magari sono tornate a casa pensando che ancora c’è speranza, che hanno un ruolo politico nella società.

Indossate le statistiche da donne-testimoni: un milione e 150 le vittime di violenze in Italia, il 5, 4% del totale, il 3,5% ha subito violenza sessuale e il 70 per cento di queste violenze portano la firma di familiari e parenti.

“L’assassino non bussa, ha le chiavi di casa” è scritto su uno degli striscioni a metà del corteo.

Dacia Mariani: ”Sono commossa, era dagli anni Settanta che non si vedeva una manifestazione così”.  Appunto.

 ”Questa violenza verbale va solo contro le donne” arbitra la ministra Giovanna Melandri. “La contestazione di qualcuno va a discapito di tutte” generalizza Livia Turco. Più paritaria la Pollastrini: “Cerchiamo il lato positivo: tante, tantissime donne per dire basta alla violenza”.

Continuo a leggere: Le donne dei campi rom improvvisano danze etniche. Mentre gli italiani ballano?

“La violenza sulle donne non si strumentalizza, sei una fascista non sei una donna”. Il messaggio è chiaro. il fascismo è dentro il palazzo.

“L’assassino non bussa, ha le chiavi di casa”

Il presidente della Repubblica Giorgio Napoletano ha inviato un messaggio al ministro Pollastrini parlando di “drammatica violazione dei diritti umani”, augurandosi che l’iter della legge a tutela della donne possa concludersi presto in Parlamento.

Questa la chiamo un’azione positiva.  Ma dov’è la riflessione?

Cala il silenzio. Ritorna la prostituzione. Audience.

Add comment November 26, 2007

Bara Bröst. Siamo solo delle donne. Sono solo dei seni.

 Mary Wollstonecraft nel 1792 pubblicò La rivendicazione dei diritti delle donne, un saggio in cui insorgeva contro la dottrina russoviana delle inclinazioni naturali, secondo la quale la donna sarebbe spontaneamente condotta a rivestire il ruolo domestico e ad essere di conforto allo sposo. Un’anno dopo Olimpia de Gouges presentò all’Assemblea la “Dichiarazione dei diritti della donna”.  La donna ha il diritto di salire sul patibolo; essa deve avere egualmente il diritto di salire sulla tribuna. E le tagliarono la testa. 

Oggi dopo l’eccezionale Quarta conferenza mondiale ONU sulle donne, Pechino 1995 in cui si è riuscito finalmente a dire che i diritti delle donne sono diritti umani,  le svedesi tornano all’attacco. scoprendo i seni nelle piscine. Sono solo seni. come per dire: Siamo semplicemente donne. E abbiamo un corpo. Un’evidenza oramai impregnata di violenza di tutti i tipi. carnale, spirituale. civica. E tralascio quella politica.

Personalmente non sono lesbica, e neanche “storicamente femminista” ma sostengo fortemente l’iniziativa di educazione estetica svedese e la manifestazione a favore delle donne che si terrà il 24 novembre a Roma. Per i diritti di tutte e poi di tutti. Se avete un animo delicato potete sempre iniziare a leggere Charles Fourier. Un primo utopico di nuovo mondo amoroso.

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
SABATO 24 NOVEMBRE 2007 – ORE 14
In occasione della

Giornata Internazionale
contro la violenza sulle Donne

 Vanessa Beecroft, Vogue Hommes, 2002

 Manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne a Roma il 24 novembre, per condannare fermamente l’approccio securitario con cui le istituzioni stanno affrontando il caso della donna violentata e deceduta, dopo aver subito un’aggressione a Roma presso la stazione ferroviaria di Tor di Quinto. 

 Il Corteo partirà alle ore 14:00 da Piazza della Repubblica lungo il seguente percorso:

VIA EINAUDI
PIAZZA DEI CINQUECENTO
VIA CAVOUR
LARGO RICCI
VIA DEI FORI IMPERIALI
PIAZZA VENEZIA
VIA DELLE BOTTEGHE OSCURE
LARGO DI TORRE ARGENTINA
CORSO VITTORIO EMANUELE
VIA DELLA CUCCAGNA
PIAZZA NAVONA

L’aggressività maschile è la prima causa di morte e di invalidità permanente (dati Onu) per le donne in tutto il mondo.

 www.controviolenzadonne.org

Add comment November 23, 2007

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