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Bestiaire d’amour (Jean Rostand)
Il caso del pesce ceratia – una specie di pescatrice – è forse il più aberrante di tutti. Quindici o venti volte più piccolo della femmina (che misura circa un metro di lunghezza), il giovane maschio ceratia si piazza a fianco o di fronte a essa, la morde, e con questo morso deciderà il suo futuro. Da quel momento in poi, come se fosse caduto in una trappola, non potrà più liberarsi dalla sua compagna, le sue labbra si saranno saldate, innestate nella carne altrui. Non potrà separarsi da lei, a meno di non strappare i tessuti ormai fusi. La sua bocca, le sue mascelle, i suoi denti, il suo tubo digerente, le sue branchie, le sue pinne e persino il suo cuore sperimentano una progressiva degenerazione. Ridotto a un’esistenza parassitaria, ben presto non sarà che un specie di testicolo camuffato da piccolo pesce, le cui funzioni saranno pure determinate dallo stato ormonale della femmina, che comunica con lui attraverso i vasi sanguigni. Una femmina ceratia può portarsi addosso persino tre o quattro di questi maschi pigmei.
Jean Rostand – Bestiaire d’amour in Manuel Vàzquez Montalbàn - Gli uccelli di Bangkok - Feltrinelli 1998
Add comment March 15, 2008